15 giugno 2006

Incendio vigneti confiscati a Torchiarolo.

E' notizia di questi giorni che alcuni ignoti avrebbero causato un incendio che ha devastato quattro ettari di vigneti della campagna di Torchiarolo (Br).
In precedenza quei terreni erano stati confiscati alla mafia ed affidati alla locale associazione "Libera".

In segno di solidarietà nei confronti della Associazione Libera di Torchiarolo, pubblichiamo il seguente comunicato stampa, emesso dalla stessa associazione:


Roma, 12 giugno 2006 – “Inquietudine per quanto avvenuto questa notte ma anche determinazione nel continuare sul percorso tracciato a Torchiarolo per dare dignità e lavoro alla cooperativa di giovani che con gli enti locali della zona stiamo promuovendo per sottrarre alle mafie il maltolto”.

Con queste parole Don Luigi Ciotti, presidente di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” ha commentato la notizia dell’incendio, di matrice dolosa, avvenuto nel corso della notte nel comune brindisino di Torchiarolo, dove sono stati bruciati oltre quattro ettari di vigneti, realizzati su terreni che sono già stati confiscati alle mafie locali.

In attesa dei riscontri necessari e osservando il doveroso riserbo per il lavoro delle forze dell’ordine e ringraziando l’impegno delle istituzioni, la presidenza di Libera intende rimarcare la pericolosità insita nel sottovalutare questi e altri episodi che, nel resto del Paese, hanno l’obiettivo di indebolire la legge sulla confisca dei beni ai mafiosi.

I tentativi di intimidazione, qualora fosse accertata la loro natura, non hanno fermato in passato né fermeranno la scelta, l’impegno, la determinazione di Libera e delle persone coinvolte a vario titolo nell’opera di restituzione alla collettività di quanto le mafie hanno sottratto con la violenza e la minaccia.
“Proprio perché i tempi sembrano più difficili – ha commentato infine Don Ciotti – occorre moltiplicare le ragioni della speranza, la determinazione dell’impegno, la costanza della denuncia, la responsabilità della proposta e del progetto”.

A Torchiarolo la cooperativa che gestirà i beni confiscati alle mafie locali nascerà da bando pubblico, così come si è verificato in Sicilia e Calabria, al fine di garantire maggiore trasparenza e partecipazione della comunità locale. È questo il cammino tracciato da Libera e lungo questo percorso non vi saranno tentativi di intimidazione che potranno sortire alcun effetto.

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